Gli autori si raccontano

Si avvicina la presentazione di Volare Alto

In vista della prima presentazione di «Volare Alto. Un itinerario di montagna in 16 tappe da vivere» in programma il 14 giugno a Unione Collector, due degli autori si raccontato. Valerio Di Fiori in qualità di ideatore dell’itinerario, mentre il giornalista professionista Luca Pozza per aver curato il testo e le interviste all’interno. Due brevi interviste per scoprire meglio due degli autori assieme a Giulia Manea; di cosa si parlerà giovedì 14; quali sono gli intervistati.

Interviste agli autori: Valerio Di Fiori

Valerio nel 2017 hai percorso il primo A/R Trekking Tour. Il ricordo più bello che porti con te, dopo questa avventura in sedici tappe.

Per la verità ci sono state molteplici situazioni e diversi panorami che ricordo con piacere. Questo perché attraversando ben sette gruppi montuosi, a ogni tappa ho avuto una sorpresa e vissuto un momento bello. In alcuni casi poteva essere all’alba, altri al tramonto o quando mi avviavo a tornare alla macchina. Se proprio devo pensare a uno, però, quello è l’arrivo a Rif. Agostino, poiché è stata l’ultima tappa. Lì ho percepito di essere arrivato alla fine del percorso e mi è rimasta particolarmente impressa anche la notte trascorsa in rifugio.

Sappiamo che sei originario di Roma. Cosa ti ha spinto a trasferirti tre le nostre montagne?

Per la precisione della provincia di Roma, avendo sempre abitato in campagna. La grande città, dunque, l’ho vissuta in modo indiretto, per esempio andando ai concerti o per uscire con gli amici. In altre parole non sono mai stato abituato al caos. In egual modo devo dire che non sono nemmeno abituato a questa vicinanza alle montagne, poiché quelle più vicine a casa mia non sono paragonabili, trattandosi di colline e piccoli monti. Qui mi ha colpito proprio come, in appena mezzora, si possano raggiungere montagne importanti. Questa è stata una bella novità per me che sono appassionato di montagna.

Raccontaci allora com’è nata questa tua grande passione.

È nata pian piano, attorno ai 19 – 20 anni circa. Come detto non sono originario di luoghi di montagna e perciò, questa passione è nata principalmente dalla curiosità personale. All’inizio m’informavo sul web, poi ho visto che curiosità e passione crescevano di pari passo con l’aumentare della quota delle vette che andavo ad affrontare. Un primo viaggio che mi ha fatto capire come la natura potesse essere la mia strada è stato un trekking in Cornovaglia. Si è trattato di una forte esperienza a stretto contatto con la natura e la roccia.

Arriviamo così al libro Volare Alto. Com’è stato lavorare a questo progetto editoriale? È la prima esperienza di questo tipo?

Si, è la prima volta che partecipo a un progetto simile. C’è stata una parte di difficoltà legata proprio a questo aspetto, non sapendo io come muovermi nell’editoria. Dall’altro lato, però, come appassionato di montagna sono riuscito a riportare su carta ciò che io stesso avrei voluto trovare su un libro, una guida o più nel dettaglio in una scheda tecnica. Ciò è stato molto positivo per me

Come ti aspetti che sarà accolto il libro e, infine cosa ti auguri per la serata di presentazione?

Quando ho creato su carta l’itinerario in sedici tappe di A/R, mi sono posto un primo obiettivo preciso. Questo era quello di creare un percorso che avesse un senso nell’insieme e che potesse rivelarsi stimolante sia come scoperta naturalistica sia come sfida vera e propria. Gli ambienti attraversati nelle 16 tappe, quindi, pur nelle diversità erano legati tra loro. Siamo partiti dalle Piccole Dolomitiper arrivare alle meglio conosciute Dolomiti di Brenta. Rispondendo alla domanda mi aspetto e mi auguro, quindi, che il libro possa essere uno sprone per appassionati di trekking e montagna a percorrere degli itinerari simili. Riguardo la presentazione del 14 giugno poi, mi aspetto qualcosa di simile, ossia l’interesse per il percorso e la logica col quale è stato pensato e messo insieme.

Valerio Di Fiori durante la tappa in Lessinia.

Il curatore Luca Pozza

Luca, di professione sei un giornalista sportivo, ma anche autore di libri. Quali le differenze di approccio tra i due ambiti?

Per essere più preciso sono “giornalista professionista” (visto che è il mio lavoro) e mi occupo anche di cronaca nera, non solo di sport. Come autore di libri, quindi da scrittore, non c’è necessariamente un collegamento obbligato tra le due cose, ma spesso uno che di lavoro fa il giornalista ha l’occasione di scrivere dei libri.

Volare Alto è la tua 5^ pubblicazione. Com’è stato seguire questo progetto in qualità di curatore?

È stata un’esperienza diversa dalle precedenti, visto che i quattro libri sono tutti di carattere sportivo, più precisamente legati al mondo del calcio. Nessuna difficoltà nel coordinamento del volume visto che il lavoro principale, svolto da Valerio e Giulia, riguardante gli itinerari era già pronto e corredato da tabelle, cartine e fotografie, molto belle e poi ulteriormente migliorate in corso d’opera.

Cosa ti ha colpito del progetto A/R?

Innanzitutto, mi ha incuriosito che Andata/Ritorno rappresenti un progetto innovativo e giovane, come lo è Giulia, pensato e ragionato, con idee innovative, ma anche con ampi margini di sviluppi futuri. Sviluppi che non conosco ma che sicuramente saranno portati avanti negli anni. Sono sicuro che allo studio ci saranno altre curiose e invitanti iniziative.

Sappiamo che nel libro ci saranno 5 contributi inediti. Puoi anticiparci qualcosa senza svelare troppo?

Sono cinque interviste a personaggi del Nordest italiano, in cui il tema ricorrente è la montagna. Con loro abbiamo parlato di vari argomenti, raccontando le loro storie ma anche parlano di piante, animali, ambiente, escursioni, cucina e storia. L’augurio che queste interviste possono integrarsi bene ai tracciati, pur non essendo collegate tra loro.

Infine, ti chiediamo quali sono i tuoi auguri per Volare Alto e la presentazione di giovedì 14 giugno.

Spero che “Volare Alto” possa piacere a coloro che lo leggeranno e nel contempo diventare anche una preziosa guida per gli amanti del trekking. Un altro augurio è che in futuro possa esserci un “Volare alto – volume 2” con Giulia e Valerio impegnati a scoprire nuovi tracciati. Per quanto riguarda la presentazione del 14 giugno sarà una bella serata, che prevede anche un dibattito tra gli autori, gli intervistati e altri ospiti.

Il giornalista professionista Luca Pozza allo Juventus Stadium.

Giulia Manea: il progetto A/R e il libro Volare Alto

Qual’è stata la tappa più difficile e la più gratificante dell’A/R Trekking Tour 2017?

La più difficile di certo la prima! Forse anche per il dislivello o per l’ansia della prima uscita dal punto di vista organizzativo. La più gratificante è stata, invece, la terza tappa sul Monte Baldo, per tutta la visuale che offriva sul Lago di Garda. Senza dimenticare che era una bellissima giornata di sole.

Con Tipografia Unione pubblicare libri fa parte del vostro lavoro. Cosa vuol dire per te diventare autrice assieme ad altre persone?

Si, come Tipografia Unione curiamo anche piccoli progetti editoriali, assistendo il cliente in ogni passaggio. Perciò, abbiamo maturato una certa competenza. In questa prima occasione in veste di coautrice, mi sono resa ancora più conto di tutto il lavoro che sta dietro la realizzazione di un libro. Avendo seguito il coordinamento degli autori e di tutti i contributi scritti, che in Volare Alto sono diversi per ruolo e tipologia, mi sono sentita il cuore e il collante dell’intero progetto. Per Valerio Di Fiori c’era da seguire tutte le sue uscite e l’assistenza logistica, mentre per Luca Pozza c’erano da definire tanti aspetti tecnici, tra cui chi intervistare. Il tutto trovando una mediazione tra i nostri tre ruoli e punti di vista.

Cosa ti ha colpito di più degli interventi di giovedì e con chi hai stretto un rapporto maggiore?

Tutti gli interventi sono stati interessanti. A partire dal presidente CAI che ha spiegato come andare in montagna, a Daniele Zovi che ha parlato dello stare bene in mezzo alla natura. Come persona con cui ho stretto un rapporto maggiore, però, devo citare Enrico Ferraro, che ci sta assistendo in qualità di AMM sin dall’inizio di questo cammino A/R.

Quale sentimento ti porti dentro dalla serata di giovedì 14?

Mi è dispiaciuto non riuscire a portare tutti alla prima serata di presentazione, però mi ha colpito l’interesse delle persone, perché vuol dire che il seme è germogliato.

Zaino in spalla per il 2° trekking tour. Cosa puoi anticiparti e cosa ci aspetta in futuro con il progetto A/R?

Ci aspetta un’estate davvero ricca, con un tour che proseguirà fino agli inizi di ottobre. Tra le altre cose faremo un’esperienza di una notte in rifugio i primi di settembre e i percorsi scelti per il 2018, pur tutti nuovi, richiamano anche il libro. In programma poi, c’è il progetto di portare in giro per il Nordest il libro Volare Alto, assieme al curatore Luca Pozza e altre idee per le quali vi terremo aggiornati sul nostro sito di Andata/Ritorno.

Giulia Manea con accanto Valerio Di Fiori e l’AMM Enrico Ferraro.